C'è un punto, sopra Lanzo d'Intelvi, in cui la montagna finisce all'improvviso. Dalla parte italiana si sale fra i boschi lungo una strada a tornanti; dalla parte svizzera il versante precipita per oltre mille metri fino al Lago di Lugano. Sul bordo di questo salto, a 1.320 metri, c'è il Belvedere della Sighignola, che tutti chiamano Balcone d'Italia. Dall'hotel si arriva in auto in circa 25 minuti, 12 km di strada, ed è una delle mezze giornate che più facilmente restano in mente di una vacanza in Val d'Intelvi.
Una strada voluta dal Touring
Il belvedere deve la sua fama a un'idea precisa. All'inizio del Novecento il Touring Club Italiano progettò e finanziò la strada che sale da Lanzo alla vetta, soprattutto per l'impulso di Luigi Vittorio Bertarelli, uno dei suoi fondatori. I lavori partirono nel 1912 e l'opera fu aperta nel 1913: nel 2013 la valle ne ha festeggiato il centenario. La strada ha anche un risvolto militare, dato che venne completata poco prima della Grande Guerra nel quadro delle difese della Frontiera Nord, la cosiddetta Linea Cadorna. In cima una piccola cappella ricorda gli alpini caduti in quel conflitto.
Oggi vi sembrerà normale salire fin qui in auto, ma allora era un investimento pensato per portare il pubblico davanti a un panorama: un'idea di turismo piuttosto moderna per l'epoca.
La funivia che non partì mai
La parte più curiosa della storia riguarda ciò che non c'è più. Alla fine degli anni Sessanta una società con sede a Lugano promosse una funivia per collegare direttamente Campione d'Italia, sulla riva del lago, alla vetta. Attorno al 1969 furono innalzate le strutture in cemento armato delle due stazioni, ma l'impresa svizzera incaricata si accorse di errori nei calcoli e il cantiere si fermò. Per ragioni tecniche e finanziarie il progetto non venne mai ripreso.
Per oltre quarant'anni il rudere della stazione d'arrivo è rimasto lassù: un ecomostro, come lo chiamavano le cronache locali, proprio sulla linea di confine. La demolizione è iniziata nel settembre 2011 e ha portato via buona parte della stazione superiore. Da allora, al suo posto, c'è un secondo balcone panoramico. Se vi affacciate da lì, state guardando il panorama esattamente da dove doveva arrivare la cabina.
Cosa si vede
Lo sguardo corre verso ovest e verso nord, e nelle giornate terse arriva molto lontano:
- Il Ceresio, ai vostri piedi, con Lugano affacciata sul suo golfo, Campione d'Italia e il ponte di Melide che attraversa il lago.
- Le Prealpi luganesi, con il Monte Tamaro ben riconoscibile oltre la città.
- Le Alpi, con il Monte Rosa come cima più alta in vista e, quando l'aria è davvero limpida, il profilo del Cervino.
Non serve conoscere i nomi delle montagne per godersi il colpo d'occhio, ma una cartina o un'app dedicata rendono il gioco più divertente, soprattutto per chi viaggia con i ragazzi.
Quando salire
Il fattore decisivo è la visibilità, più della stagione. Guardate il meteo la sera prima: dopo una perturbazione o una giornata di vento l'aria si pulisce e le Alpi diventano nitide, mentre nelle giornate di afa estiva lo sfondo può sparire in una foschia lattiginosa.
Anche l'ora conta. Dato che il belvedere guarda a ovest, la mattina avrete il sole alle spalle e la luce piena sul lago e su Lugano, ideale per le fotografie; verso sera il sole scende davanti a voi, con un effetto più scenografico ma anche più controluce. Portate una giacca: a questa quota e su un crinale esposto, anche d'estate può fare più fresco di quanto vi aspettiate a valle.
A piedi o in auto
La strada sale da Lanzo fin quasi al belvedere. Chi vuole sgranchirsi le gambe può lasciare l'auto più in basso e percorrere un sentiero segnalato di circa 20 minuti, in leggera salita e all'ombra, adatto anche ai bambini.
Per chi ama camminare davvero ci sono itinerari più impegnativi, come il sentiero numero 8, circa 8 km e 3 ore e mezza, classificato per escursionisti, e l'anello 8a, più lungo e riservato a chi ha esperienza. Prima di partire controllate lo stato dei percorsi e l'apertura della strada presso l'ente turistico della valle e i canali ufficiali del Comune di Alta Valle Intelvi, in particolare nei mesi con neve o ghiaccio.
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