Prima si sentono i campanacci. Poi, lungo la strada che collega le frazioni di Schignano, compaiono figure lente e curve, vestite di stracci, con un volto di legno scuro e immobile. Dietro arrivano personaggi enormi, carichi di pizzi e fiori, che avanzano solenni sotto un ombrellino di merletto. Non è il carnevale dei carri e dei coriandoli: è una festa di paese con regole proprie, fra le più particolari della Lombardia, e si svolge qui in Val d'Intelvi.
Belli e Brutti: due facce dello stesso paese
Il racconto ruota intorno a una coppia. I Brutti, i Brut in dialetto, rappresentano i poveri: contadini, muratori, allevatori, emigranti partiti con una valigia piena di attrezzi. Vestono abiti logori e pelli, portano campanacci e si muovono a balzi e cadute. Le loro maschere hanno spesso un'espressione dura o malinconica, e durante la sfilata non parlano.
I Belli, chiamati anche Bei o Mascarun, sono il rovescio della medaglia: chi è partito e ha fatto fortuna, e torna a mostrarla. La sagoma è voluminosa, gli abiti sono ricoperti di pizzi e merletti, i cappelli di fiori. Si muovono con lentezza imponente, come chi sa di essere guardato. Sono il ritratto, ironico e affettuoso, di una comunità che ha conosciuto a lungo la strada dell'emigrazione.
Le maschere di legno
Il pezzo forte sono le maschere: scolpite a mano nel legno, una diversa dall'altra. Secondo la tradizione nascevano nei giorni di fermo del lavoro nei campi, oppure quando gli uomini emigrati all'estero rientravano a casa per le feste di Natale. Sull'età di questa usanza non esiste una data certa: alcune fonti ne fanno risalire le radici molto indietro nel tempo, altre vi leggono il deposito di dominazioni e migrazioni diverse. Quel che è sicuro è che resta la festa più sentita del paese.
Gli altri personaggi
Attorno alla coppia principale si muove un piccolo teatro di figure da riconoscere:
- il Sapeur, che apre il corteo, con il volto annerito, lunghi baffi, costume di pelli di pecora e una curiosa borraccia ricavata da una zucca;
- la Ciocia, moglie e serva del Mascarun, l'unica a cui è permesso parlare: si infila tra il pubblico lamentandosi del marito e trascina gli spettatori in scenette comiche;
- il Carlisep, il fantoccio che impersona il Carnevale e che farà una brutta fine;
- la Fughèta, la bandella del paese, che accompagna tutto con una musica in cui il violino ha un ruolo importante.
Come si svolge
Il calendario segue quello del Carnevale, quindi cambia ogni anno insieme alla data di Pasqua, tra febbraio e l'inizio di marzo. Negli ultimi anni lo schema è stato simile: una sfilata dei bambini in una domenica che precede il gran finale, la grande sfilata delle maschere tradizionali il sabato grasso e l'ultima giornata il martedì grasso, con il corteo che va e viene fra le frazioni di Occagno e Auvrascio.
Il martedì è il giorno da non perdere. Nel tardo pomeriggio il Carlisep tenta la fuga: inseguimenti, cadute e colpi di scena finché viene ripreso, portato in piazza San Giovanni e dato alle fiamme, a chiudere il Carnevale e ad aprire la Quaresima.
Qualche consiglio per chi viene
- Vestitevi da montagna: si sta a lungo all'aperto e in pieno inverno, spesso al freddo e su strade in pendenza.
- Portate rispetto per le regole: le maschere non parlano, e anche il pubblico fa parte del gioco. Se la Ciocia vi punta, statele al gioco.
- Arrivate per tempo: il paese è piccolo e nei giorni della sfilata si riempie. Schignano si raggiunge in auto dal centro della valle, con strade di montagna da affrontare con prudenza se ha nevicato.
- Fotografate con discrezione: dietro ogni maschera c'è una persona, e una tradizione a cui il paese tiene molto.
San Fedele Intelvi, oggi parte del comune di Centro Valle Intelvi, è una base comoda per salire a Schignano e rientrare la sera in un ambiente riscaldato: all'Hotel Corte Santa Libera, dopo un pomeriggio al freddo tra i campanacci, la colazione del mattino dopo ha tutto un altro sapore.
Date e programma vengono comunicati di anno in anno: prima di organizzarvi, verificate il calendario sui canali ufficiali del Comune di Schignano e degli organizzatori locali.
Soggiornare all'Hotel Corte Santa Libera
Camere e appartamenti a San Fedele Intelvi, piscina scoperta con vista, colazione inclusa e parcheggio privato gratuito: la base perfetta per scoprire la Val d'Intelvi e i grandi laghi.