La torre di Castel Baradello sopra il colle boscoso di Como, contro un cielo azzurro
Castel Baradello, Como — foto: Maurizio Moro5153 · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Sopra la città di Como, in cima a un colle coperto di boschi, si alza una torre quadrata che si riconosce da lontano. È ciò che resta di Castel Baradello, e dà il nome alla grande rievocazione storica della città. Da oltre quarant'anni, il Palio del Baradello riporta in strada dame, cavalieri, arcieri e sbandieratori, con una storia che comincia in un momento preciso: quando Como scelse di stare dalla parte dell'imperatore.

La storia: Como, Milano e il 1159

Per capire la festa bisogna tornare al XII secolo. Nel 1127 Como era stata distrutta dai milanesi, e per risollevarsi si legò a Federico Barbarossa. Nel 1158, con il suo sostegno, il castello sul colle Baradello venne restaurato e rafforzato con una grande torre. L'anno dopo, nel marzo 1159, l'imperatore fu accolto in città con grandi festeggiamenti e ospitato al castello insieme alla moglie Beatrice di Borgogna. A quelle celebrazioni si ispira il Palio: giochi, sfilate e riconoscenza di una città che tornava a contare.

Com'è fatta la rievocazione

Il Palio è organizzato dall'Associazione Cavalieri del Palio del Baradello insieme al Comune di Como. Il programma cambia da un'edizione all'altra, ma alcuni elementi sono diventati la sua ossatura:

  • il gran corteo storico, con i figuranti in costume e, al centro, Barbarossa con il suo seguito;
  • i borghi, che si sfidano per il palio: fra i nomi elencati dall'associazione ci sono Camerlata, Camnago Volta, Cernobbio, Cortesella, Quarcino, Sant'Agostino, Tavernola e Brienno;
  • le gare, che variano di anno in anno e hanno compreso la sfida delle lucie sul lago, le tipiche barche lariane, il tiro alla fune e la cariolana;
  • l'accampamento e gli spettacoli medievali, con arcieri, sbandieratori, musici e cucine aperte;
  • la cerimonia del cero per Sant'Abbondio, patrono di Como, con il legame fra la festa e la basilica che porta il suo nome.

Quando si svolge: un calendario da controllare

Per moltissimi anni il Palio ha occupato la fine dell'estate, fra le ultime settimane di agosto e settembre, con il gran corteo storico come momento culminante. Di recente il calendario è stato però rivisto: una parte degli appuntamenti è stata anticipata all'inizio dell'estate, con le gare ai Giardini a Lago, mentre la festa torna a fine agosto in occasione di Sant'Abbondio, con un nuovo accampamento e una sfilata serale lungo le mura medievali.

La manifestazione è viva: Comune e associazione hanno firmato una convenzione pluriennale per darle continuità, ma il programma è ancora in fase di assestamento e nelle ultime stagioni ha subito variazioni anche all'ultimo momento. Prima di fissare le date, quindi, controllate i canali ufficiali: il sito dell'Associazione Cavalieri del Palio del Baradello e quello del Comune di Como.

Castel Baradello: salire sul colle

Anche fuori dai giorni del Palio il castello merita il viaggio. Il colle raggiunge i 430 metri e fa parte del Parco della Spina Verde, di cui il castello è diventato il simbolo. Sul posto si vede soprattutto la torre romanica, alta 28 metri e ben conservata, insieme ai resti delle mura: il resto del complesso fu smantellato nel 1527 dagli spagnoli, per evitare che finisse in mano ai francesi.

La storia del luogo ha anche pagine cupe. Dopo la battaglia di Desio del 1277, Napo Torriani venne catturato dai Visconti e rinchiuso in una gabbia appesa alla torre, dove morì più di un anno dopo. Oggi lo stesso punto offre un panorama vastissimo: il lago, le Alpi e la pianura. Le visite si svolgono con accompagnatore e su prenotazione, in giorni che variano a seconda della stagione, quindi informatevi prima di salire.

Come organizzarvi dalla Val d'Intelvi

Dalla Val d'Intelvi si scende verso il lago e si prosegue per Como in auto, oppure si raggiunge Argegno, a circa 15 minuti dall'Hotel Corte Santa Libera, e di lì si continua in battello o con l'autobus di linea. Nei giorni del corteo il centro è affollato e possono esserci limitazioni al traffico, quindi conviene arrivare presto e lasciare l'auto fuori dalla zona più centrale.

Una giornata tipo può cominciare al mattino con la salita al colle, se il castello è aperto, proseguire con il pranzo in città e concludersi con gli eventi del Palio. Il corteo si guarda bene dalle vie del centro storico, dentro e intorno alle mura: portate acqua e scarpe comode, e un cappello se capitate nelle giornate più calde. Se viaggiate con bambini, l'accampamento è di solito la parte che li coinvolge di più, tra armature, arcieri e bandiere.

Soggiornare all'Hotel Corte Santa Libera

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