L'Isola Comacina vista da riva, con il tratto di lago davanti e le montagne sullo sfondo
Isola Comacina e tratto di lago, vista da riva — foto: LigaDue · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

C'è un sabato sera, a fine giugno, in cui il tratto di lago fra Ossuccio e Sala Comacina diventa una platea. Sulle rive e sulle barche si aspetta il buio, poi l'Isola Comacina si tinge di rosso e il cielo sopra l'acqua si riempie di fuochi. È il momento più conosciuto della Sagra di San Giovanni, una festa che tiene insieme storia medievale, devozione popolare e il gusto molto lariano di ritrovarsi sul lago.

Perché si festeggia: l'isola e il 1169

L'Isola Comacina, unica isola del Lago di Como, in epoca romana e altomedievale fu un centro politico, militare e religioso di peso. Nel 1169 venne distrutta dai comaschi, alleati di Federico Barbarossa, e da allora cadde in abbandono, finché gli scavi del Novecento non ne hanno riportato alla luce le strutture. Lo spettacolo del sabato rievoca proprio quell'incendio.

La radice religiosa della festa è legata invece a San Giovanni Battista, a cui è dedicata la chiesa che ancora oggi sorge sull'isola. Sull'origine precisa della sagra le fonti non coincidono, e fra documenti e leggende locali si parla di date diverse: per questo vi basti sapere che la tradizione è antica e molto sentita nelle frazioni della zona.

I lumini: dai gusci di lumaca alle finestre sul lago

La parte più delicata della festa è anche la meno rumorosa. Un tempo, nelle settimane che precedevano la ricorrenza, si raccoglievano gusci di lumaca da trasformare in piccole lampade, i lumaghitt, tanto che la festa è ricordata anche come Sagra dei Lumaghitt. Con il tempo i gusci hanno lasciato il posto ai lumini tradizionali. Il sabato sera venivano accesi sui gradini della chiesa, sull'acqua e sui davanzali delle case affacciate verso l'isola, mentre piccoli falò bruciavano lungo le sponde. Se passate da Ossuccio e dalle frazioni vicine nelle ore che precedono lo spettacolo, tenete gli occhi aperti: è il dettaglio che dà alla festa il suo carattere.

Com'è fatto il fine settimana

La sagra si tiene ogni anno nel fine settimana più vicino al 24 giugno, e il programma definitivo viene pubblicato di solito dal Comune di Tremezzina fra fine maggio e inizio giugno. Lo schema degli ultimi anni è questo:

  • il sabato, a Ossuccio, stand gastronomici e serata di festa, in attesa dello spettacolo piromusicale che comincia a notte fatta sull'isola, con migliaia di fuochi accompagnati dalla musica;
  • la domenica mattina, la processione solenne parte dalla parrocchiale della frazione Isola e raggiunge l'isola via acqua, con le imbarcazioni che partono da Campo di Lenno;
  • sull'isola si celebra la Messa nell'area archeologica della basilica di Sant'Eufemia.

La processione è il cuore antico della festa. In passato partiva da Campo su grandi barche da carico addobbate con fiori e fronde, con le confraternite al completo e gli abitanti al seguito sulle proprie imbarcazioni. Oggi la forma è cambiata, ma il senso è lo stesso.

Consigli pratici per la sera dei fuochi

Lo spettacolo richiama moltissime persone, e qui la buona organizzazione fa la differenza. Ecco cosa tenere a mente:

  • la strada: negli ultimi anni la statale Regina è stata chiusa al traffico durante la serata nel tratto fra Argegno e Lenno. Verificate il piano viabilità dell'anno, perché determina tutto il resto;
  • l'arrivo: parcheggi scarsi e tutto esaurito già nel pomeriggio. Conviene arrivare con molto anticipo o usare le navette, quando sono previste;
  • dove guardare: tra i punti di osservazione più citati ci sono Ossuccio, Sala Comacina, Colonno e Lenno, tutti sulla riva occidentale;
  • sull'acqua: chi segue i fuochi in barca deve controllare con cura le previsioni, perché il vento sul lago può alzarsi all'improvviso.

Dall'Hotel Corte Santa Libera, che si trova in valle, si scende ad Argegno in circa 15 minuti e a Ossuccio in circa 25, in condizioni normali di traffico. La sera della sagra quei tempi non valgono: partite presto, mettete in conto un rientro lento e lasciate che la festa si sgonfi prima di rimettervi in strada. Se preferite evitare la folla, anche la mattina della domenica è un'ottima scelta, più raccolta e più vicina allo spirito originario.

Date, orari, navette e chiusure stradali cambiano di edizione in edizione: prima di partire consultate il programma ufficiale sui canali del Comune di Tremezzina.

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